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Fascicolo 84
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Il matrimonio e la vita di famiglia

7. Gli ideali della vita di famiglia

84:7.1

L’unione sessuale è istintiva, i figli ne sono il risultato naturale, e la famiglia viene così automaticamente all’esistenza. Come sono le famiglie della razza o della nazione, così è la sua società. Se le famiglie sono buone, la società è anch’essa buona. La grande stabilità culturale dei popoli ebreo e cinese risiede nella forza dei loro gruppi familiari.

84:7.2

L’istinto della donna di amare e di curare i figli ha contribuito a farne la compagna interessata a promuovere il matrimonio e la vita di famiglia primitiva. L’uomo fu forzato alla formazione della famiglia solo dalla pressione dei costumi successivi e dalle convenzioni sociali. Egli fu lento a prendere interesse per l’istituzione del matrimonio e della famiglia perché l’atto sessuale non comporta per lui alcuna conseguenza biologica.

84:7.3

L’associazione sessuale è naturale, ma il matrimonio è sociale ed è sempre stato regolato dai costumi. I costumi (religiosi, morali ed etici), così come la proprietà, l’orgoglio e le qualità cavalleresche, stabilizzano le istituzioni del matrimonio e della famiglia. Ogni volta che i costumi fluttuano, c’è una fluttuazione nella stabilità dell’istituzione matrimonio-famiglia. Il matrimonio sta ora uscendo dallo stadio della proprietà per passare all’era dell’atto personale. In precedenza l’uomo proteggeva la donna perché era il suo bene principale, ed essa obbediva per la stessa ragione. Indipendentemente dai suoi meriti questo sistema assicurava stabilità. Attualmente la donna non è più considerata come una proprietà, e nuovi costumi stanno emergendo per dare stabilità all’istituzione matrimonio-famiglia, quali:

84:7.4

1. Il nuovo ruolo della religione—l’insegnamento che l’esperienza di genitori è essenziale, l’idea di procreare cittadini cosmici, la comprensione ampliata del privilegio della procreazione—dare figli al Padre.

84:7.5

2. Il nuovo ruolo della scienza—la procreazione sta divenendo sempre più volontaria, più soggetta al controllo dell’uomo. Nei tempi antichi la mancanza d’informazione assicurava l’arrivo di figli in assenza di ogni desiderio di averne.

84:7.6

3. La nuova funzione delle attrazioni del piacere—ciò introduce un nuovo fattore nella sopravvivenza della razza; l’uomo antico abbandonava i figli indesiderati alla morte, i moderni rifiutano di metterli al mondo.

84:7.7

4. L’aumento dell’istinto di genitori. Ogni generazione tende ora ad eliminare dalla corrente riproduttiva della razza quegli individui nei quali l’istinto di genitore non è sufficientemente forte da assicurare la procreazione di figli, i possibili genitori della generazione seguente.

84:7.8

Ma la famiglia come istituzione, come associazione tra un solo uomo ed una sola donna, data più specificamente dai tempi di Dalamatia, circa mezzo milione di anni fa. Le abitudini monogamiche di Andon e dei suoi discendenti diretti erano state abbandonate molto tempo prima. La vita di famiglia, tuttavia, non fu tale da esserne orgogliosi prima dell’epoca dei Noditi e dei successivi Adamiti. Adamo ed Eva esercitarono un’influenza permanente su tutta l’umanità; per la prima volta nella storia del mondo uomini e donne furono visti lavorare fianco a fianco nel Giardino. L’ideale edenico, una famiglia intera di giardinieri, era un’idea nuova su Urantia.

84:7.9

La famiglia primitiva inglobava un gruppo di lavoro ad essa relazionato, inclusi gli schiavi, e vivevano tutti in un’unica abitazione. Non sempre il matrimonio è stato identificato con la vita di famiglia, ma è stato per necessità strettamente associato ad essa. La donna ha sempre desiderato una famiglia individuale ed ha finito per ottenerla.

84:7.10

L’amore per i figli è quasi universale ed ha un preciso valore di sopravvivenza. Gli antichi sacrificavano sempre gli interessi della madre al benessere del figlio; una madre eschimese lecca ancora oggi il suo bambino invece di lavarlo. Ma le madri primitive nutrivano e curavano i loro figli solo quando erano molto piccoli; alla stregua degli animali, esse li allontanavano appena erano cresciuti. Le associazioni umane durature e continue non sono mai state fondate sul solo affetto biologico. Gli animali amano i loro piccoli; l’uomo—l’uomo civilizzato—ama i figli dei suoi figli. Più elevata è la civiltà, più grande è la gioia dei genitori per il progresso e la riuscita dei figli; in tal modo nasce la nuova e più elevata comprensione dell’orgoglio del nome.

84:7.11

Le grandi famiglie tra i popoli antichi non risultavano necessariamente dall’affetto. Molti figli erano desiderati perché:

84:7.12

1. Erano preziosi come lavoratori.

84:7.13

2. Erano un’assicurazione per la vecchiaia.

84:7.14

3. Le figlie si potevano vendere.

84:7.15

4. L’orgoglio di famiglia esigeva l’estensione del nome.

84:7.16

5. I figli portavano protezione e difesa.

84:7.17

6. La paura dei fantasmi generava timore della solitudine.

84:7.18

7. Certe religioni richiedevano una progenitura.

84:7.19

I praticanti del culto degli antenati consideravano il non avere figli come la calamità suprema per ogni tempo e per l’eternità. Essi desideravano prima di tutto avere dei figli che officiassero nelle cerimonie successive alla morte, che offrissero i sacrifici richiesti per l’avanzamento del fantasma attraverso il paese degli spiriti.

84:7.20

Tra gli antichi selvaggi la disciplina dei figli veniva iniziata molto presto; il bambino comprendeva subito che la disobbedienza significava insuccesso od anche la morte, esattamente come avveniva per gli animali. La protezione data dalla civiltà al bambino contro le conseguenze naturali di una condotta sciocca è quanto più contribuisce all’insubordinazione moderna.

84:7.21

I figli degli Eschimesi crescono bene con così poca disciplina e correzione semplicemente perché sono piccoli animali naturalmente docili; i figli degli uomini rossi e degli uomini gialli sono quasi altrettanto docili. Ma nelle razze contenenti un’eredità andita i figli non sono così tranquilli; questi giovani più immaginativi ed avventurosi richiedono maggiore educazione e disciplina. I problemi moderni dell’educazione dei figli sono resi sempre più difficili da:

84:7.22

1. Il grado elevato di mescolanza razziale.

84:7.23

2. L’educazione artificiale e superficiale.

84:7.24

3. L’incapacità del figlio di acquisire cultura imitando i genitori—i genitori sono assenti dal quadro familiare per troppo tempo.

84:7.25

Le antiche idee di disciplina familiare erano biologiche, derivate dalla comprensione che i genitori erano i creatori dell’esistenza del figlio. Gli ideali evoluti di vita familiare stanno conducendo al concetto che portare al mondo un figlio, lungi dal conferire certi diritti ai genitori, implica la responsabilità suprema dell’esistenza umana.

84:7.26

La civiltà contempla che i genitori si assumano tutti i doveri e che il figlio abbia tutti i diritti. Il rispetto del figlio per i suoi genitori deriva non dal riconoscimento dell’obbligo insito nella procreazione da parte dei genitori, ma cresce naturalmente come conseguenza della cura, dell’educazione e dell’affetto che sono amorevolmente dispensati per aiutare il bambino a vincere la battaglia della vita. Il vero genitore è impegnato in un continuo ministero di servizio che il figlio accorto finisce per riconoscere ed apprezzare.

84:7.27

Nella presente era industriale ed urbana l’istituzione del matrimonio si sta evolvendo secondo nuovi indirizzi economici. La vita di famiglia è divenuta sempre più onerosa, mentre i figli, che erano un tempo un attivo, sono divenuti un passivo economico. Ma la sicurezza della civiltà stessa riposa ancora sulla propensione crescente di ogni generazione ad investire nel benessere della generazione successiva e di quelle future. Ed ogni tentativo di trasferire la responsabilità dei genitori allo Stato o alla Chiesa si rivelerà fatale per il benessere ed il progresso della civiltà.

84:7.28

Il matrimonio, con i figli e la conseguente vita familiare, stimola i più alti potenziali della natura umana e fornisce allo stesso tempo il canale ideale per l’espressione di questi attributi vivificati della personalità umana. La famiglia assicura la perpetuazione biologica della specie umana. Il focolare domestico è l’arena sociale naturale nella quale l’etica della fratellanza del sangue può essere colta dai figli che crescono. La famiglia è l’unità fondamentale di fraternità nella quale genitori e figli imparano quelle lezioni di pazienza, di altruismo, di tolleranza e di sopportazione che sono così essenziali alla realizzazione della fratellanza tra tutti gli uomini.

84:7.29

La società umana sarebbe grandemente migliorata se le razze civilizzate ritornassero più estesamente alla pratica del consiglio di famiglia degli Anditi. Essi non avevano una forma patriarcale o autocratica di governo familiare. Erano molto fraterni e cooperativi, discutendo liberamente ed apertamente ogni proposta e regola di natura familiare. Essi erano idealmente fraterni in tutte le loro forme di governo familiare. In una famiglia ideale l’affetto filiale e quello dei genitori sono entrambi accresciuti dalla devozione fraterna.

84:7.30

La vita di famiglia è il progenitore della vera moralità, l’antenato della coscienza della fedeltà al dovere. Le associazioni obbligate della vita di famiglia stabilizzano la personalità e stimolano la sua crescita mediante la costrizione del necessario adattamento ad altre personalità diverse. Ma più ancora una vera famiglia—una buona famiglia—rivela ai genitori procreatori l’atteggiamento del Creatore verso i suoi figli, mentre al medesimo tempo questi stessi genitori rappresentano per i loro figli la prima di una lunga serie di rivelazioni ascendenti dell’amore del genitore Paradisiaco di tutti i figli dell’universo.


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