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Il ritorno da Roma

9. In Mesopotamia

133:9.1

Il viaggio con la carovana attraverso il deserto non era un’esperienza nuova per questi grandi viaggiatori. Dopo che Ganid ebbe visto il suo precettore che aiutava a caricare i loro venti cammelli ed osservato che si offriva volontario per guidare il loro stesso animale, esclamò: “Maestro, c’è qualcosa che tu non sappia fare?” Gesù si limitò a sorridere dicendo: “Il maestro non è certamente senza onore agli occhi del suo diligente allievo.” E così partirono per l’antica città di Ur.

133:9.2

Gesù era molto interessato alla storia antica di Ur, luogo di nascita di Abramo, ed era anche affascinato dalle rovine e dalle tradizioni di Susa, al punto che Gonod e Ganid prolungarono di tre settimane la loro sosta in questi luoghi al fine di consentire più tempo a Gesù per condurre le sue ricerche e per avere anche migliori opportunità di persuaderlo a tornare in India con loro.

133:9.3

Fu ad Ur che Ganid ebbe un lungo colloquio con Gesù sulla differenza tra la conoscenza, la saggezza e la verità. E fu grandemente affascinato da quanto disse il saggio Ebreo: “La saggezza è la cosa principale; dunque acquisisci saggezza. Con tutta la tua ricerca della conoscenza, acquisisci comprensione. Esalta la saggezza ed essa ti farà avanzare. Essa ti condurrà agli onori se tu soltanto la praticherai.”

133:9.4

Giunse alla fine il giorno della separazione. Essi furono tutti coraggiosi, specialmente il ragazzo, ma fu una prova dura. Essi avevano le lacrime agli occhi, ma coraggio nel cuore. Congedandosi dal suo precettore, Ganid disse: “Addio, Maestro, ma non per sempre. Quando ritornerò a Damasco ti cercherò. Ti voglio bene, perché credo che il Padre che è nei cieli debba essere un po’ simile a te; so almeno che tu assomigli molto a ciò che mi hai detto di lui. Mi ricorderò il tuo insegnamento, ma soprattutto non dimenticherò mai te.” Il padre disse: “Addio ad un grande maestro, ad uno che ci ha resi migliori e ci ha aiutati a conoscere Dio.” E Gesù rispose: “La pace sia su di voi, e possa la benedizione del Padre che è nei cieli abitare sempre con voi.” E Gesù restò sulla riva a guardare la piccola barca che li conduceva al loro battello all’ancora. Il Maestro lasciò così i suoi amici indiani a Charax per non rivederli mai più in questo mondo. Nemmeno loro, in questo mondo, seppero mai che l’uomo apparso più tardi come Gesù di Nazaret era lo stesso amico che stavano per lasciare—Joshua, il loro maestro.

133:9.5

In India, Ganid crebbe e divenne un uomo influente, un degno successore del suo eminente padre, e diffuse molte delle nobili verità che aveva appreso da Gesù, il suo adorato maestro. Più tardi nella vita, quando Ganid intese parlare dello strano maestro della Palestina che terminò la sua carriera su una croce, benché riconoscesse la similarità tra il vangelo di questo Figlio dell’Uomo e gli insegnamenti del suo precettore ebreo, non pensò mai che questi due fossero effettivamente la stessa persona.

133:9.6

Così ebbe fine quel capitolo della vita del Figlio dell’Uomo che si potrebbe intitolare: La missione di Joshua il maestro.


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